EDIZIONE CRITICA – unica sul mercato editoriale italiano – con un apparato di note che permette di riconoscere i passi che hanno ispirato Debord nella sua analisi. “Società dello spettacolo” è ormai un’idea-pensiero entrata nel linguaggio di ogni giorno per denotare tutto e il contrario di tutto. Non molti sanno invece che il termine deriva da questo libro, un vero e proprio manifesto radicale scritto alla fine degli anni sessanta da un giovane intellettuale francese, che ricalcando e modificando le più importanti tesi di Marx sul feticismo della merce dimostrava la natura “alienante” assunta dalla società capitalista contemporanea. Libro che negli anni ha acquisito uno status profetico e di culto, La Società dello spettacolo è un’opera concepita per tesi che evidenzia le caratteristiche dominanti della società attuale: l’egemonia immaginativa e materiale della merce, la falsa coscienza e l’alienazione imperanti nelle relazioni sociali, la pervasività dei media e il dominio delle immagini sulla realtà. La Società dello spettacolo è un’opera radicalmente coinvolgente. Il suo impatto sulla teoria sociale e sulla critica culturale è stato negli anni enorme, influenzando non solo il pensiero filosofico, ma anche la sociologia, la teoria dei media e la critica dell’arte. “Guy Debord è una bomba temporale, ed è difficile disinnescarla.” Michael Löwy “L’analisi debordiana della vita moderna risuona più profondamente e oscuramente di quanto persino il suo creatore avesse immaginato possibile.” The New Yorker “Apri questo libro, leggilo, stupisci, versati un bicchiere di vino preso al supermercato – come lui desidererebbe – e poi dimentica tutto, proprio come lo Spettacolo vuole.” Will Self La filosofia classica (Hegel, Marx, Lukács) è la base su cui si radica l’analisi di Debord. Un aspetto che in questa edizione critica emerge in modo chiaro, e che permette di ricontestualizzare il testo in tutta la sua attualità. Guy Debord (1931-1994), tra i fondatori dell’Internazionale Situazionista e dell’Internazionale Lettrista, è stato una figura di riferimento del pensiero radicale di tutto il Novecento. Poliedrico nella sua attività, fu scrittore, poeta, cineasta, ipergrafico. Tra i suoi scritti, oltre a La Società dello spettacolo (1967), anche i Commentari alla Società dello spettacolo (1988; Shake 2025). È morto suicida nel 1994. Postfazione di Gianni-Emilio Simonetti (1940). Scrittore e artista visivo. Si occupa di tutto ciò che nuoce all’ordine pubblico costituito. Ha insegnato. Cura e note di Riccardo Costantini (Milano, 1999). Studioso di filosofia e storia del pensiero. Nel 2024 ha pubblicato Le farmacotecnologie del sé. Droghe e potere nel tardo capitalismo (AlboVersorio).