Mathias Enard esce dall’antica clinica di Bellitz dopo aver fatto visita a una cara amica malata. Mentre passeggia per la città scende la notte precoce e piovosa dell’autunno berlinese e l’autore scivola in un dialogo con sé stesso. Come in una conversazione interiore vagamente dantesca, la sua mente bighellona, esplora il tempo e la geografia, esamina la nozione poliedrica di frontiera, di limite. Ovunque scopre spazi che si aprono: nei ricordi, nelle letture e nella pratica attiva dell’amicizia – che non è mai molto distante dalla pratica della letteratura. Il progetto Malinconia dei confini esplora le idee di frontiera, di limite, di passaggio. Un autunno a Berlino (Nord) inaugura le quattro stagioni del suo atlante intimo e personale, cui seguiranno un’estate nella penisola iberica (Sud), una primavera nei Balcani (Est) e un inverno nel continente americano (Ovest).